“L' UMBRIA VI ASPETTA ... "PROGETTO “VACANZA E VOLONTARIATO”

“L' UMBRIA VI ASPETTA ... "PROGETTO “VACANZA E VOLONTARIATO”
Un viaggio nel cuore verde d’Italia nella straordinaria  terra dell’Umbria

La Croce Rossa Italiana Comitato Locale di Avigliano Umbro è presente dal 1995

Ad oggi, nel Territorio dell’Alto Amerino è l'unica Associazione che svolge il servizio di pronto soccorso e trasporto infermi con ambulanza.

Il Comitato Locale ha in convenzione con la USL UMBRIA 2, 1 postazione ad Avigliano Umbro ed inoltre fornisce Autisti secondo i turni richiesti all’interno del Presidio Ospedaliero di Amelia.

Quest’anno vogliamo anche noi ospitare i volontari provenienti da altri Comitati d’Italia per far conoscere il nostro fantastico territorio, affiancandoli ai nostri Volontari nel servizio di Emergenza Territoriale e nelle Assistenze alle Manifestazioni.

Ci aspettiamo che questa collaborazione tra i diversi Comitati favorisca la nascita di un positivo rapporto di collaborazione con diversi gruppi e un utile scambio di esperienze tra Volontari.

VIENI A TROVARCI PER CONOSCERCI INTERSCAMBIARE E DIVERTIRTI CON NOI.

TI ASPETTIAMO!!!

Potrai Visitare:

FORESTA FOSSILE DI DUNAROBBA

La Foresta Fossile di Dunarobba venne alla luce verso la fine degli anni ’ 70, all’interno di una cava di argilla destinata alla fabbricazione di mattoni per l’edilizia.
I resti dei circa cinquanta tronchi di gigantesche conifere attualmente
visibili costituiscono un’eccezionale e rara testimonianza di alcune
essenze vegetali che caratterizzavano questo settore della penisola italiana nell’arco di tempo compreso fra i 3 e i 2 milioni di anni fa, cioè nel periodo geologico noto come Pliocene. Ancora in gran parte sepolta dal sedimento, questa antica foresta indica condizioni ambientali sostanzialmente diverse da quelle attuali, caratterizzate anche da un clima sensibilmente più caldo.
La conservazione dei tronchi in posizione di vita e il mantenimento pressoché totale delle caratteristiche del legno originario, sono ragionevolmente ascrivibili ad un seppellimento continuo e graduale avvenuto all’interno di un’area paludosa situata sulle rive di un ampio lago. Inoltre l’area era sottoposta ad un graduale sprofondamento, cioè ad fenomeno geologico noto come subsidenza.
Le particolari caratteristiche di questo sito paleontologico lo rendono un monumento naturalistico unico al mondo e di grande rilevanza scientifica.
La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, negli anni successivi alla scoperta ha iniziato un lungo lavoro di documentazione finalizzato allo studio, alla salvaguardia e conservazione del sito paleontologico. Attualmente i maggiori sforzi sono finalizzati a contrastare il disfacimento del legno da parte degli agenti atmosferici, causa principale di degrado.


CASCATA DELLE MARMORE

La Cascata delle Marmore, decantata nei secoli per la sua bellezza, appare come una scrosciante colonna d'acqua distribuita su tre salti. Avvolgendo la flora in una nuvola di schiuma bianca, copre un dislivello di 165 metri. Lo scenario svelato agli occhi del visitatore è frutto di oltre duemila anni di lavoro da parte dell'uomo che, a partire dall'età romana, ha tentato di canalizzare le acque del fiume Velino per farle precipitare nel sottostante fiume Nera.
La sua storia ha inizio nel 271 a.C., quando il console romano Curio Dentato intraprese un'opera di bonifica della pianura reatina realizzando un canale di oltre due chilometri fino al ciglio della rupe di Marmore.
In archeologia, inoltre, l'impronta lasciata dagli antichi sul territorio è testimoniata da numerosi reperti rinvenuti nell'arco degli anni.
Affermatasi nel corso dei secoli come uno dei fenomeni più grandiosi della natura, la  Cascata delle Marmore assunse a ruolo di protagonista anche nell'arte e nella letteratura, divenendo mèta di quegli intellettuali che, lungo il percorso del Grand Tour, raggiungevano l'Italia per intraprendere studi sulla classicità.
Nell'ultimo ventennio del XIX sec. divenne strumento di regolamentazione del sistema idrico, utilizzata a scopi energetici per la nascente industria al punto che lo sfruttamento delle acque a fini
industriali prevalse sulle connotazioninaturalistiche,intellettuali e turistiche.
Oggi il Parco delle Marmore accoglie il visitatore conducendolo, attraverso vari sentieri

escursionistici, alla scoperta di rocce e grotte che ne caratterizzano la geologia
E la vegetazione, con le sue specie di notevole pregio, colpisce l'attenzione di quanti 

si avventurano nella zona escursionistica, cuore pulsante dell'area.
Sotto la cascata delle Marmore, c’è un Centro di Rafting, Hydrospeed, Torrentismo per fare sport acquatici.
Qui il fiume Nera scorre veloce ribollendo sulle rocce per oltre tre chilometri formando entusiasmanti rapide.

TODI

Nota come “la città più vivibile del mondo” , Todi è una città medievale di una bellezza ed eleganza unica che sorge in cima ad una collina a dominare l’incantevole valle del Tevere.Situata a pochi chilometri da Perugia e Orvieto, la cittadina è circoscritta tra tre cerchia di mura (etrusche, romane e medievali) che racchiudono innumerevoli tesori.  Tra le cose da vedere a Todi, una delle vedute più belle è sicuramente quella di Piazza del Popolo, cuore pulsante della cittadina  su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti del centro storico che si contrappongono, con un effetto suggestivo, al complesso religioso.Qui potrete ammirare il complesso del Palazzo Comunale, nato dall’unione del Palazzo del Popolo in cui sono ospitati il Museo lapidario, la Pinacoteca Civica e il Museo Etrusco Romano, il duecentesco Palazzo del Capitano e il Palazzo dei Priori, forse il più bello dei tre e che fu terminato nel XIV secolo.Il Duomo, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio dedicato al dio Apollo, è caratterizzato da una lunga scalinata d’accesso e da una bella facciata romanica; salendo le scale, dall’alto della gradinata, potrete scattare fantastiche foto dell’intera Piazza.
Poco distante, a circa 20 metri dalla piazza si trova la
Chiesa di san Fortunato, dedicata al santo patrono della città ed edificata nel XIII secolo, che conserva nella cripta la tomba del poeta umanistaJacopone da Todie presenta un bellissimo affresco di Masolino da Panicale;Nei nostri suggerimenti su cosa vedere a Todi non può mancare ilTempio della Consolazione, eseguito nel XVI secolo su disegno di Bramante che presenta una struttura a pianta centrale sormontata da una bella cupola e che ospita sul suo altare un’ antica immagine della Madonna, la quale, secondo la tradizione, era miracolosa. 

ORVIETO

Le origini di Orvieto risalgono alla civiltà etrusca: i primi insediamenti, sono del IX° secolo a.C. e si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la città.

Dopo essere stata annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, Orvieto rimane sotto la sua dominazione fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Diviene poi libero Comune, e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, è strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, Orvieto può così prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo. E'durante questo periodo che si ebbe un fervido lavoro di  costruzione di palazzi ed edifici sacri tra cui spicca il celeberrimo Duomo,risalente al 1263, indubbiamente la testimonianza architettonica più importante della città,con la sua splendida  facciata gotica e con la ricchezza delle  decorazioni e delle cappelle interne.
Nella città antica troviamo poi il Pozzo di San Patrizio, edificato nel 1527 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, il Palazzo dei Sette del 1300, il Palazzo del Capitano del Popolo (XII° secolo) nel quale si tenevano le riunioni del Consiglio Popolare, le chiese di S. Andrea (XII° secolo), S. Domenico (XIII° secolo), S. Giovenale (XI° secolo), Palazzo Soliano (1262) al cui interno sono ospitati due musei : il Museo dell'Opera del Duomo ed il Museo d'Arte Moderna. Inoltre si ricordano il Teatro Mancinelli (1866), la suggestiva Città Sotterranea e la Necropoli del Crocefisso del Tufo risalenti al periodo etrusco.

ASSISI

Assisi si allunga sulle pendici del Monte Subasio, al di sopra della pianura in cui scorrono il Topino e il Chiascio. Benché possa vantare 'igine di epoca romana, l'attuale aspetto di Assisi, tanto degli edifici quanto del tessuto urbano, è stato sicuramente determinato dallo sviluppo medioevale.

Il nucleo più antico della cittadina è protetto da un apparato difensivo costituito da otto porte di accesso fortificate e da una lunga cinta muraria, ancora in ottimo stato di conservazione, che fa capo a due castelli: la Rocca Maggiore, ricostruita dal Cardinale Albornotz nel 1367 e la Rocca Minore. Assisi, oltre agli edifici di culto di così grande importanza da non poter essere considerati suo patrimonio esclusivo, come la Basilica di San Francesco, il turista potrà visitare anche la Basilica di Santa Chiara e la Chiesa di San Pietro. La prima eretta in forme gotiche fra il 1257 e il 1265, la seconda di poco più antica, decorata da un elegante portale mediano e tre rosoni. Il Duomo, dedicato al patrono San Rufino, mantiene inalterata una splendida facciata con sculture e rilievi; l'interno, invece, ha subito nei secoli interventi di ricostruzione che ne hanno stravolto l'impianto originario del XIII secolo. 

Sulla Piazza del Comune di Assisi, posta sull'antica area  del foro, troviamo il Palazzo dei Priori del 1337, il  duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo e il tempio di Minerva, costruito durante il periodo augusteo  con pronao, colonne e capitelli corinzi ancora intatti.
Nelle vicinanze sono visitabili i luoghi legati alla vita di San Francesco, come l'Eremo delle Carceri, immerso in un fitto bosco di querce e lecci sulle pendici del Subasio e il Convento di San Damiano, sorto intorno 'atorio nel quale la tradizione vuole che il Crocifisso abbia parlato al Santo. Nella pianura, infine, l'imponente Basilica di Santa Maria degli Angeli è stata costruita su
progetto dell'Alessi fra il 1569 e il 1679 per proteggere la Cappella della Porziuncola, il povero ritrovo dei primi frati francescani. Tutti coloro che avranno la fortuna di visitare questa splendida cittadina dovranno convenire con chi ritiene che la sua bellezza vada al di là di un breve e, per forza di cose, incompleto elenco di opere più o meno straordinarie, essendo invece da ricercarsi nell'atmosfera dei luoghi che la storia e la fede di San Francesco di Assisi hanno reso unici nel mondo
NORCIA
A 604 m. sul livello del mare, tra i fiumi Sordo e Torbidone sorge la cittadina di Norcia, anticamente Nursia, la più grande città del comprensorio.
Le origini della città sono remotissime: già ai tempi delle guerre puniche tra romani  e i fenici, Norcia ebbe un ruolo di primo
piano, come è documentato dagli storici  latini.
Durante epoca romana fu centro di importanza politica: prima prefettura e municipio in seguito.
Sconvolta dai
longobardi e dai goti, si riprese e fu un attivo centro medievale.
Le sue bellezze storiche sono in gran parte state danneggiate dai frequentissimi terremoti che hanno devastato la cittadina nel corso dei secoli.
Il primo terremoto documentato risale infatti alla prima metà del '300.
Tuttavia, grazie ad un attento restauro, oggi la città si presenta nella sua struttura originale, con la splendida architettura medioevale e signorile.
Come Cascia, la città diede i natali a un grandissimo personaggio religioso: San Benedetto, primo monaco del Cristianesimo, e fondatore 'dine dei Benedettini, che visse a cavallo del 500, tra la preghiera e l'umiltà del lavoro, come egli stesso sintetizzò nella frase ormai celebre "Prega e Lavora".
La città si presta sia ad escursioni tra i sapori dei ristoranti a cucina tipica che ad una visita più attenta e approfondita delle sue ricche opere d'arte, tutte racchiuse dalle antiche mura. Notevole in tal senso la Chiesa gotica di San Benedetto.
Il Duomo è invece di epoca rinascimentale, ma purtroppo 'iginale resta poco ed il restauro in epoca barocca ne ha cambiato lo stile architettonico.
Altro notevole esempio di architettura rinascimentale, questa vota laica, è la Castellina, una rocca a quattro lati realizzata dal Vignola, oggi sede del Museo Civico Diocesano.
Trecentesche, le chiese di S. Agostino, che merita una visita per il portale ogivale la cui lunetta reca in buono stato un affresco con Madonna con Bambino e S. Agostino, e quella di San Giovanni, che a differenza della prima però ha perso la struttura originale a causa dei restauri in epoca barocca. Bella anche la chiesa di San Francesco con il rosone che si apre sulla sua facciata.

… E molto molto molto altro...

Vi aspettiamo numerosi!!!

Il progetto ”VACANZE VOLONTARIATO” è sempre disponibile.
Il nostro comitato Vi propone:
· ospitalità fino ad un massimo di 7 Volontari;
· soggiorno di una o più settimane;
· copertura di almeno 4 turni nell'arco della settimana;
· esenzione dal servizio nei giorni di arrivo e partenza;
· i turni saranno 7.00-13.00, 13.00-17.00, 17.00-21.00, 21.00-07.00, i giorni saranno concordati con Voi;
· il Comitato CRI garantirà alloggio in un appartamento con cucina;
· il volontario deve essere munito di tuta operativa per il servizio, lenzuola e federe per il periodo di
soggiorno.
Per ogni ulteriore informazione rivolgersi al Presidente del Comitato Locale:
e-mail: presidente@criaviglianoumbro.it(preferibile) - cell: 348-5517840
Per l'adesione al servizio è necessario inviare via e-mail, l'allegato modulo compilato in ogni sua parte e firmato dal Presidente dell'Unità CRI di appartenenza.
La conferma dell'accettazione della domanda sarà inviata tramite mail all'Unità di appartenenza.

IL PRESIDENTE
Matteo Sciarrini







Recapiti Utili del Comitato:

Sala Operativa

Via della Torre, 5 Tel. 0744/933683 - Fax 0744/933849 – Email: cl.aviglianoumbro@cri.it

Autoparco

C.so Roma, 85/87 Tel. 348/5517830

Centro Formazione – Ambulatorio - Foresteria

P.zza Piave 1 – 2 – 3 Tel. 334/6641011
MODULO DI ISCRIZIONE
Periodo disponibilità
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